I fell asleep and read just about every paragraph...

Read the scene where gravity is pulling me around,
peel back the mountains, peel back the sky,
stomp gravity into the floor...
It's a Man Ray kind of sky, let me show you what I can do with it...
Time and distance are out of place here...

Step up, step up, step up the sky is open-armed...
When the light is mine, I felt gravity's pull...

Somewhere near the end it said: "You can't do this",
I said: "I can too"...
Shift, sway, rivers shift, oceans fall and mountains drift...
It's a Man Ray kind of sky, let me show you what I can do with it...

Step up, step up, step up the sky is open-armed...
When the light is mine, I felt gravity's pull onto my eyes,
holding my head straight (looking down)...
This is the easiest task I've ever had to do...

I fell asleep and read just about every paragraph...

Read the scene where gravity is pulling me around,
shift the swaying river's shift, oceans fall and mountains drift...
It's a Man Ray kind of sky, let me show you what I can do with it...
Time and distance are out of place here...

Step up, step up, step up the sky is open-armed...
When the light is mine, I felt gravity's pull onto my eyes,
holding my head straight (looking down)...
This is the easiest task I've ever had to do...

Reason had harnessed the tames holding the sky in their arms...
Gravity pulls me down...


 

Sentendo la spinta gravitazionale

Mi sono addormentato ed ho letto praticamente ogni paragrafo...

Ho letto la scena in cui la gravità mi spinge,
sbuccia le montagne, sbuccia il cielo, schiaccia la gravità sul pavimento...
E' un cielo alla Man Ray, lascia che ti mostri cosa ci posso fare...
qui il tempo e lo spazio sono superflui...

Sali, sali, sali, il cielo ha le braccia aperte...
quando mi approprio della luce sento la spinta gravitazionale...

Da qualche parte verso la fine c'è scritto: <<Non lo puoi fare>>, ho detto: <<Posso farlo anch'io>>...
Spostamento, impeto, i fiumi mutano il loro corso, gli oceani si ingrossano e le montagne si inclinano...
E' un cielo alla Man Ray, lascia che ti mostri cosa ci posso fare...

Sali, sali, sali, il cielo ha le braccia aperte...
quando mi approprio della luce sento la spinta gravitazionale sui miei occhi,
tenendomi la testa dritta (guardando in basso...),
questo è il compito più facile che ho dovuto mai svolgere...

Mi sono addormentato ed ho letto praticamente ogni paragrafo...

Ho letto la scena in cui la gravità mi spinge,
sbuccia le montagne, sbuccia il cielo, schiaccia la gravità sul pavimento...
E' un cielo alla Man Ray, lascia che ti mostri cosa ci posso fare...
qui il tempo e lo spazio sono superflui...

Sali, sali, sali, il cielo ha le braccia aperte...
quando mi approprio della luce sento la spinta gravitazionale sui miei occhi,
tenendomi la testa dritta (guardando in basso...),
questo è il compito più facile che ho dovuto mai svolgere...

La ragione aveva addomesticato i mansueti trattenendo il cielo nelle loro braccia...
La gravità mi spinge in basso...


Avete presente il tormentone di "Feeling gravity's pull"? Quel famoso "it's a Man Ray kind of sky..." che più volte compare nel testo della canzone? Ok, "è un cielo alla Man Ray..." ma chi sarà mai questo famigerato Man Ray? Credo che ai più questa persona sia completamente sconosciuta per cui ve ne parlo un attimo. Man Ray è stato un pittore statunitense nato a Filadelfia nel 1890 e morto a Parigi nel 1976. All'inizio voleva laurearsi in architettura ma presto lasciò quegli studi per dedicarsi alla pittura. Le sue influenze pittoriche lo portarono verso l'avanguardia dadaista dei primi anni del novecento ed infatti nel 1917, insieme a Duchamp e Picabia, era il più famoso dadaista di New York. In seguito si trasferì a Parigi, eravamo nell'immediato dopoguerra, dove era in auge il surrealismo come estremo rifiuto della realtà che in quel momento poteva solo presentare le brutture della Prima Guerra Mondiale appena conclusa. A Parigi si interessò anche di fotografia (e noi sappiamo benissimo quanto Michael sia appassionato ed esperto fotografo...) ed infatti fece poi ritorno negli Stati Uniti dove unì le influenze del surrealismo parigino alla tecnica fotografica per realizzare alcuni film dai contenuti e dai soggetti esplicitamente surrealisti. All'inizio degli anni '50 fece ritorno a Parigi dove si dedicò esclusivamente alla pittura ed esasperò il surrealismo fino ad elaborare uno stile che possiamo ritenere a ragione precursore dell'astrattismo più estremo. Anche se molto piccolo, ecco a voi il quadro chiamato "L'observatoire du temp: Les amoureux" con il suo famoso cielo che tanto ha impressionato Michael (l'opera risale al periodo francese dell'artista per cui c'è anche un titolo inglese e cioè "Observatory time: The lovers").

Poichè quest'opera non è certo la più conosciuta vi voglio proporre una ben più nota fotografia del suo primo periodo parigino che credo tutti abbiano visto almeno una volta e che è stata ripresa molte volte anche da altri artisti:

Man Ray: "Le violon d'Ingres", fotografia, 1924.