Novembre 1988. Nei negozi di tutto il mondo esce "Green", un album importantissimo perchè segna una svolta storica nella carriera dei R.E.M. Tanto per cominciare questo è il primo album che esce per la Warner Bros dopo il lungo sodalizio con la I.R.S. Ormai i R.E.M. erano troppo famosi per restare legati ad una casa discografica che non gli poteva garantire una promozione ed una diffusione a livello mondiale. La Warner Bros dal canto suo, avendo fiutato l'affare, offrì un contratto "blindato" al quale non si poteva assolutamente rifiutare: dieci milioni di dollari per cinque albums, totale libertà e nessuna pressione sui tempi di uscita. Le condizioni per far bene c'erano tutte ed infatti la scelta si dimostrò azzeccata anche se al tempo non fu certo indolore. Per i fans più affezionati questo cambio di casa discografica suonò come una specie di tradimento, come uno svendersi ai soldi ed al potere di una delle più grandi multinazionali mondiali. Tanti poi non volevano neanche pensare al'idea che i R.E.M. potessero diventare un fenomeno di massa, avrebbero preferito che la band fosse restata confinata in quell'alone di semi-oscurità tipico delle formazioni per pochi "eletti". Ben presto però anche i critici più agguerriti dovettero rivedere le loro posizioni. "Green" fu un album memorabile, fresco, innovativo e, soprattutto, in perfetto stile R.E.M. senza che qualcuno potesse azzardare illazioni di alcun genere sulla qualità del prodotto. Nessuno poteva tacciare la band di aver fatto un disco commerciale e di facile ascolto in quanto ebbero il coraggio di affacciarsi sul mercato europeo, che a stento li conosceva, con un lavoro in cui figuravano canzoni dagli arrangiamenti a dir poco bizzarri e con ben tre canzoni senza batteria! Inoltre, a garantire una linea di continuità col passato, la produzione fu affidata nuovamente a Scott Litt. Quindi come vediamo la tanto paventata commercializzazione del gruppo si risolse in una bolla di sapone anche se le novità rispetto al passato non mancarono. La prima importante novità fu il "Green World Tour" che portò il gruppo a suonare in giro per il mondo dal Gennaio 1989 fino al Novembre dello stesso anno, poi c'è una maggiore voglia di raccontarsi, quasi come se il gruppo avvertisse il fatto che in quel momento moltissimi loro sostenitori li stavano scoprendo per la prima volta. A testimonianza di questo un testo all'interno del CD fa la sua prima storica apparizione (precisamente quello di "World leader pretend") e, nelle note informative, i componenti della band figurano con le iniziali dei loro due nomi di battesimo per cui notiamo un J.M. Stipe, un P.L. Buck, un M.E. Mills e un W.T. Berry. Per quanto riguarda i temi trattati spicca su tutti l'impegno ecologista che si consolida con l'adesione da parte del gruppo a manifestazioni di supporto a Greenpeace ma si parla anche di politica, di sogni, di speranza. Dopotutto "Green" significa verde e il verde è il colore della natura ma anche quello della speranza e dell'ottimismo. Emblematica infine la copertina del CD con foglie di felce davanti e, sul retro, la sovrapposizione di un fossile e di cavi elettrici con in basso un immagine della Terra, meditate gente, meditate! Per concludere lasciamo a Michael l'ultimo spunto di riflessione: "A mio avviso 'Green' ha così tanti punti di contatto con 'Murmur'... ce l'avevo spesso in mente mentre ci stavamo lavorando sopra. A partire dalla copertina, dagli argomenti delle canzoni e dal modo in cui sono state composte... per me ci sono molti legami". Un'ultima curiosità sulla copertina: quando "Green" era solo un demo la cassetta che lo custodiva presentava un errore di stampa, c'era scritto "G4een" e questo era dovuto al fatto che il tasto del '4' è immediatamente sopra a quello della 'R'. In seguito i nostri si accorsero dell'errore ma, in qualche modo, lo vollero lasciare quasi fosse di buon augurio: se ci fate caso, guardando in controluce la copertina dell'album, potrete trovare il famoso '4' sotto la 'R' ed in più, nell'indice delle canzoni retrostante, vedrete una 'R' al posto del numero '4'.

Donato