Ottobre 1992, ancora R.E.M., ancora Scott Litt ed ancora un album magistrale ed indimenticabile. Questo "Automatic for the people" segna un periodo molto particolare per la carriera del gruppo. In quel periodo la band era un po' sotto pressione, voci non ufficiali prima gli avevano attribuito un imminente tour e poi, quando la band smentì, l'opinione pubblica ormai pensava che qualche meccanismo non funzionava più nella perfetta macchina R.E.M. L'assenza di Stipe dalle cronache alimentò pettegolezzi assolutamente infondati su una sua possibile malattia (si vociferava che avesse contratto l'AIDS) e poi molti pensavano che sarebbe stato estremamente difficile bissare il successo clamoroso di "Out of time" e che quindi "Automatic for the people" non sarebbe stato all'altezza delle aspettative. Come al solito però i quattro di Athens spiazzarono tutti con quello che da molti è considerato il migliore album del gruppo. "Automatic for the people" si discosta molto da "Out of time", presenta un sound più scarno, meno invadente, più acustico. Ci sono canzoni memorabili come "Everybody hurts", "Man on the moon", "Nightswimming" e "Find the river" ma anche le altre sono di pregevole fattura. Inoltre bisogna tener presente che, malgrado le pressioni che abbiamo elencato in precedenza, questo fu per il gruppo un periodo di grande ispirazione tanto che molte "outtakes" sarebbero poi andate a finire in pubblicazioni successive ed in particolare negli "Automatic Box" che finirono sugli scaffali in edizione limitata qualche tempo dopo l'uscita dell'album. "Automatic for the people" si discosta dal suo predecessore per una cosa fondamentale: è un album ombroso e cupo. Il tema principale è quello della morte e non a caso fu votato come uno tra gli album più tristi di tutta la storia della musica! La semplicità è altresì una parte importante del lavoro, semplice è lo stile e semplici ed immediati sono i testi e le situazioni che raccontano. Questo è forse l'album, fin qui, più comprensibile del gruppo. I R.E.M. si fanno "automatici per la gente" e noi ringraziamo sentitamente, soprattutto pensando a quanto sia paradossalmente difficile realizzare un ottimo lavoro rimanendo semplici, naturali e diretti. Mike pensa esattamente la stessa cosa: "Abbiamo scritto le canzoni molto velocemente ma è strano... uno di solito pensa che per fare una bella canzone bisogna lavorarci su molto tempo ma invece le canzoni che vengono alla luce subito delle volte sono anche quelle più belle".

Donato