Ottobre 1998. Rivoluzione/Evoluzione. Questo "Up" si presenta come un ennesimo album di rottura ma questa volta i cambiamenti non influenzano solo lo stile delle canzoni ma anche l'organigramma del gruppo stesso. Il batterista Bill Berry ha lasciato il gruppo, probabilmente per le sue non ottime condizioni di salute, il produttore è stato cambiato in favore di Pat McCarthy (già tecnico del suono dei due album precedenti) e gli stessi R.E.M. seguono il lavoro in prima persona tanto che Peter Buck fa da ingegnere del suono nello studio di registrazione "La Casa del Elefante" di Seattle. Questo album viene dopo il multimiliardario rinnovo del contratto con la Warner Bros (80 milioni di dollari... roba da Guinness dei primati!), dopo l'allontanamento dall'entourage del gruppo del manager di sempre Jefferson Holt, dopo le polemiche, per la verità provenienti soprattutto dall'esterno, dovute al defilamento di Bill Berry... per cui la voglia di ripresentarsi ancora una volta in una maniera nuova ed inusuale è tutta sintetizzata in questo "Up". Questo album presenta una varietà di canzoni a tratti sconcertante: c'è la quasi New Age "Airportman", la classica "Dayslepeer", c'è "Lotus" che sembra una canzone di Beck e tutta un'altra serie di canzoni innovative come è innovativo il fatto che per la prima volta sono presenti i testi di tutte le canzoni. Nel complesso quindi l'album non delude le aspettative (e quando parliamo di R.E.M. c'è da dire che le aspettative sono sempre molto alte...) anche se per un certo verso consolida quella che era una caratteristica negativa già presente da "Monster" in poi e cioè il fatto che quelle suggestioni country alle quali il quartetto di Athens ci aveva sempre abituato sono del tutto scomparse. Probabile che il tutto sia da imputarsi ad una sempre meno incisiva presenza di Bill all'interno della band ma è anche vero che ormai i nostri ragazzi hanno imboccato una strada che li porta verso lo studio di suoni ed atmosfere sempre nuove. A testimonianza di questo fatto abbiamo una dichiarazione di Michael: "Penso che la partenza di Bill ci abbia fatto fare un salto in avanti di almeno un paio di album". Credo che alla fine sia anche giusto così perchè dopo tutti questi anni di onorata carriera è giusto che facciano anche nuovi esperimenti ed allarghino fino a che gli riesce le barriere del loro sound. Ormai i R.E.M. sono una delle poche band storiche ancora rimaste in attività, hanno accumulato anni di esperienza, sono dei musicisti completi e delle persone molto mature... è logico che i loro prossimi lavori saranno probabilmente complessi e ricercati come lo è questo "Up". Stilisticamente questo album presenta delle suggestioni molto orientali e delle atmosfere da fine millennio azzeccatissime e di certo in una non casuale sincronia con quello che di lì a poco sarebbe accaduto! Si parla di tematiche care alla New Age, si citano città dell'estremo oriente come Honk Kong, Taipei e Brisbane (e ci sarebbe stata pure Bombay se quella canzone non fosse stata richiamata  col nome di "You are in the air" dopo essere stata sensibilmente modificata). Anche il tour era tutto incentrato su una grafica da "sol levante" e poi non dobbiamo mai dimenticare che l'oriente è sempre stato un tema ricorrente nei testi di Michael... ci vengono in mente la gonna della geisha di "Shaking through", i sette fratelli cinesi di "Reckoning", lo Zen di "Begin the begin", il video di "Crush with eyeliner" e chi più ne ha più ne metta! Concludendo non possiamo che ammettere la grande complessità e profondità di quest'opera e ci riserviamo ancora parecchio tempo prima di tirarne fuori un parere definitivo. Strumentalmente è un album assurdo... è costruito su centinaia di strati e l'elettronica fa capolino per la prima volta in un loro lavoro. Diceva bene Mike quando all'uscita dell'album ci invitava ad ascoltarlo con le cuffie piuttosto che con lo stereo ad alto volume! E Peter precisa: "Eravamo consapevoli che ci stavamo spingendo molto al di là dei canoni di una rock band tradizionale. Abbiamo usato batterie elettroniche, sintetizzatori e tutta un'altra serie di strumenti assolutamente fuori dalla norma".

Donato