Hey there now young wholly...
Swing along, quote the scriptures...
Keep them guessing which pit you crawled from...
Just defy it, just deny it, was it fun?
Your time has come, what have you done?
What have you done?

That's when the insults start to sting,
you can't remember anything,
the chorus chime in,
the greek chorus, the machine of God singing...

It's the poison, that in measures, brings illuminating vision...
It's the knowing with a wink that we expect in southern women...
It's the wolf that knows which root to dig to save itself...
It's the octopus that crawled back to the sea...

That's when the insults start to sting,
you can't remember anything,
the chorus chime in,
the greek chorus, the machine of God rings...

Hammered, shooting plywood in the backyard...
Laughing 'cause the racket makes the blackbirds sing...
Write the holy terror, suck the marrow from the bone...
Singe your own wings burning books...
You got the chorus and the ring.

That's when the insults start to sting,
you can't remember anything,
the chorus chime in,
the greek chorus, the machine sings...

That's when the insults start to sting,
you can't remember anything,
the chorus chime in,
the greek chorus, the machine sings...

That's when the calibration, brittle as a stick, gets you the gold ring
and the tar museum Che Guevera wink, gold ring,
gold ring...

Sing...
Sing...
Sing...
Sing...

Il coro e l'arena

Ehi, eccoti qui nel pieno della tua gioventù...
Continua a muoverti a ritmo di musica, cita le scritture...
Tienili in dubbio sul buco da cui sei strisciato fuori...
Trovi che sia stato divertente lanciare una sfida per poi rinnegarla?
Il tuo tempo è ormai giunto, che cosa hai fatto? Che cosa hai fatto?

Stiamo parlando di quando gli insulti iniziano a pungere,
non riesci a ricordarti niente,
il coro interviene, il coro greco, la macchina della divinità che canta...

E' il veleno che, in giuste dosi, porta una visione illuminante...
E' quell'occhiolino furbo che ci aspettiamo dalle donne del Sud...
E' il lupo che sa quale radice scavare per salvarsi...
E' il polipo che
strisciando è tornato in mare...

Stiamo parlando di quando le offese iniziano a ferire,
non riesci a ricordarti niente,
il coro interviene, il coro greco, la macchina della divinità riecheggia...

Martellavi, piallando legno compensato nel cortile sul retro...
Ridendo perché il fracasso fa cantare i merli...
Scrivi il terrore sacro, succhia il midollo dall'osso...
Ustiona le tue stesse ali nell'intento di bruciare libri...
Hai ottenuto il coro e l'arena.

Stiamo parlando di quando le offese iniziano a ferire,
non riesci a ricordarti niente,
il coro interviene, il coro greco, la macchina canta...

Stiamo parlando di quando le offese iniziano a ferire,
non riesci a ricordarti niente,
il coro interviene, il coro greco, la macchina canta...

Stiamo parlando di quando, da una tornitura delicata come un ramoscello, si ottiene l'anello d'oro ed il Che Guevara del museo della pece fa l'occhiolino, l'anello d'oro, l'anello d'oro...

Canta...
Canta...
Canta...
Canta...


Questa canzone, che per stile e cripticità ricorda molto "Country Feedback", sembra affronti in qualche modo le tematiche della tragedia greca. Tanto per cominciare già dal titolo si parla di coro ed arena... cioè due locazioni del teatro ellenico che del resto sono rimaste tali anche oggi. In più, in una trasposizione tutta stipeiana, si parla di "deus ex machina" ("the machine of God") e cioè di quella figura retorica del teatro greco tramite la quale si risolvevano le intricate vicende della tragedia. In pratica ad un certo punto della rappresentazione (in prossimità della sua conclusione) interveniva una divinità o il fato in modo tale da portare a giusto compimento gli eventi che venivano narrati. Questo ovviamente non basta a spiegare tutto il senso di una canzone davvero misteriosa e piena di strani riferimenti come questa... ma è già un inizio! Michael se non altro ci conferma la similitudine con "Country Feedback": "Questa è un'altra delle mie 'vomit songs' [canzoni vomitate, ndr] nelle quali le parole vengono fuori da sole nel giro di pochi minuti ed io mi limito solo a trascriverle esterrefatto come voi per quello che sto dicendo. In realtà c'era una idea iniziale anche se un po' sganciata dal contesto dell'album. E' una specie di elegia dedicata a due persone ora scomparse che poi ha preso una strada tutta sua con riferimenti all'istinto ed ai mammouth conservati nelle fosse di pece a La Brea, Los Angeles. E' tutto collegato: i mammouth sono intrappolati nella pece ed i lupi arrivano per sbranarli ma essi stessi rimangono invischiati. A quel punto arrivano i rapaci che vorrebbero spolpare le carcasse ma finiscono anche loro nella pece seguiti di lì a poco dalle formiche. Tutti si muovono seguendo il loro istinto e non si accorgono del pericolo che incombe. Immaginate la scena: strati e strati di creature intrappolate nella pece nel tentativo di divorarsi l'una con l'altra perchè è questo che l'istinto gli dice di fare. L'istinto che fa trovare al lupo le radici con cui guarirsi e che fa orientare il polipo verso il mare. L'istinto delle donne del Sud e quello artificioso prodotto dalle visioni che si hanno sotto l'effetto di stupefacenti. Quest'ultima è un immagine che ho ripreso da 'E-bow the letter'. E' una cazone molto specifica e penso che sia venuta fuori davvero bene". Probabilmente c'è un riferimento alla tragedia della vita nel suo continuo essere una lotta tra il più grande che mangia il più piccolo, ecco perchè magari ci sono questi riferimenti al teatro. In ogni caso non ci è dato di sapere chi siano le due persone scomparse a cui è dedicata. Se una potrebbe essere il Che Guevara citato alla fine, chi è l'altra?


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