Maggio 2001, Reveal. Il primo album del nuovo millennio arriva con un progetto ben preciso, come al solito. Annunciamolo senza starci a girare troppo intorno: Reveal è il loro "file under air". Detto ciò non rimane altro che spiegare perchè questo loro ennesimo capolavoro dovrebbe essere catalogato sotto la voce "aria". E' presto detto. Tanto per cominciare è lo stesso Michael ad ammettere che "le canzoni parlano di situazioni e personaggi che, vincendo la forza gravitazionale e librandosi nell'aria, elevano la loro condizione esistenziale". Sappiamo bene quanto la gravità sia un tormentone di moltissime canzoni dei nostri e di come sia metafora di un concetto ben preciso: tutto, se abbandonato a se stesso, ha una naturale tendenza a cadere verso il basso. Migliorarsi, elevarsi e fare delle cose buone richiede impegno, sforzo e dedizione... una fatica che è paragonabile a quella che facciamo tutti i giorni nella nostra quotidiana convivenza con la forza gravitazionale. Insomma, c'è una naturale tendenza verso la negatività con la quale dobbiamo fare i conti incessantememente e che spesso e volentieri ci sovrasta. Le canzoni di Reveal parlano di questo concetto... di persone che si migliorano e che quindi, idealmente, si sbarazzano della gravità. Filosofeggiando un po' potremmo far presente che questa tematica illustra un desiderio di sparire fisicamente per diventare puro spirito... chiarisce che la perfezione deve per forza prescindere dalla fisicità, dall'occupazione spaziale... qualunque cosa che ha forma è imperfetta... qualunque cosa che ha massa è soggetta ad una forza gravitazionale. Ed ecco quindi che si spiegano immediatamente canzoni come "Disappear", "She just wants to be", "Imitation of life" (tematica dell'annullamento come anelito di perfezione, annientamento delle proprie vulnerabilità, nirvana... le tematiche orientaleggianti di Up come vedete non sono poi così distanti!), "The lifting", "Saturn return", "I've been high" (tematica del decollo, dello sganciarsi dalla forza gravitazionale, del raggiungimento di uno stadio più alto nella propria esistenza). Ecco il pensiero di Michael al riguardo: "E' focalizzato sul tema di trovare se stessi, la propria dimensione nel presente. Questa è una tematica che mi è molto cara e che non manca mai nei miei testi... sfortunatamente è una situazine che mi sfugge nella vita quotidiana e questo mi indispettisce molto. Ho scritto quest'opera come una dedica spassionata alla magia, alla bellezza ed alle aspettative che l'estate porta con sè ma stranamente tutto quello che ho fatto durante l'estate è stato pensare all'autunno! La dimensione spirituale di questo album si colloca nell'ambito delle riflessioni riguardo un certo senso di inadeguatezza che sento dentro di me e nei tempi che stiamo attraversando". Queste storie, questi personaggi che si sforzano di migliorare, farebbero pensare ad un album positivo e probabilmente è così. Anche in questo caso ci vengono in mente le dichiarazioni rilasciate dai nostri e cioè che "è stato un album lavorato con grande gioia e spensieratezza [...] allegro, solare, decappottabile!". Non si può infatti ignorare che, a partire dalla grafica stessa scelta per la confezione, tutto è permeato da tinte ed atmosfere estive, calde e riposanti. Certo, a leggere i testi traspaiono sempre dei quadretti un po' tristi e malinconici ma secondo me in questo caso c'è più una sensazione di autostima... come se ci si rendesse conto di quanto si vale, degli sforzi fatti per migliorarsi e si guardasse con occhi un po' sconsolati il mondo di chi si lascia cadere in basso. Musicalmente, come già accaduto con le atmosfere umide di Reckoning (file under water) e quelle calde di Document (file under fire), queste atmosfere ariose ed eteree sono state rese mediante un preciso mixaggio nel quale le canzoni, in un primo momento, sono state suonate con moltissime tracce e ricchi arrangiamenti e poi, in un secondo momento, sono state svuotate di molti suoni in modo che il risultato finale sia stato un sound essenziale e leggiadro, che richiama ampi spazi. Devo dire che mi piace molto il mixaggio di questo album perchè tutto è fatto con toni tenui e pacati, c'è persino elettronica e sperimentazione, come nella tradizione aperta da Up, però con meno enfasi e maggiore ricerca di armonia ed equilibrio e sicuramente con atmosfere meno tese e drammatiche. Forse alcuni gli potranno rimproverare di essere persino troppo "d'atmosfera" e di non avere mai dei picchi troppo movimentati ma questa è stata una scelta ben precisa, che rientra nel progetto "file under air" e che fa di questo album un lavoro di un equilibrio, di una bellezza e di un'armonia commovente. Insomma, i soliti grandi pezzi, la solita immensa dote di originalità e la consueta qualità fuori dalla media!

Donato