Rev. Howard Finster

Michael prima di fare il cantante era studente d'Arte ed appassionato sia di fotografia che di speleologia. Tralasciando per ora questa sua seconda passione (che però si intravede in canzoni come "Hairshirt" e "Can't get there from here"...) vogliamo soffermarci sul suo interesse verso le arti figurative. Michael ha frequentato, senza mai laurearsi, l'Art Department dell'Università della Georgia e tra i suoi professori c'erano Jim Herbert e Scott Belville (un professore di pittura che in seguito gli avrebbe fatto conoscere il reverendo Howard Finster). Jim Herbert ricorda a stento il Michael studente mentre Scott Belville è più generoso e tesse anche degli elogi nei confronti del futuro cantante dei R.E.M. anche se lo stesso Michael pare dare ragione a Herbert: "A scuola ero uno studente sconclusionato. Stavo spesso ad ascoltare i miei dischi di Patti Smith e dei Television e potevo stare anche interi corsi senza dare segno della mia presenza in aula. Malgrado tutto avevo un'abilità particolare nel far sembrare interessante tutto ciò che stavo facendo anche se spesso non stavo concludendo proprio nulla". Sappiamo tutti che Michael cura sempre in prima persona sia l'aspetto grafico degli albums che la direzione artistica dei video per cui ci sembra opportuno citare alcuni artisti che lo hanno ispirato più o meno direttamente. Per quello che riguarda i video abbiamo:

Radio Free Europe (1983)
Regista: Arthur Pierson

Fu realizzato su richiesta di MTV che spingeva per mandare in onda quello che si stava rivelando il gruppo più interessante ed innovativo del momento. Fu scelto il pezzo trainante di Murmur ma il video si guardò bene dal fornire alcuna interpretazione alla canzone, semmai con le sue suggestioni rurali intrise di un certo misticismo era più un manifesto per l'intero album. Il video fu girato nei famosi "Paradise Gardens" di Summerville (nei pressi di Athens), residenza dell'ormai noto Howard Finster, eccentrico artista di ispirazione visionaria e religiosa. Tutto il filmato ruota attorno a questa voglia di confondere, incuriosire e depistare lo spettatore. C'è Bill che riceve un pacco misterioso dall'allora manager Jefferson Holt, c'è il reverendo Finster che intrattiene i nostri con un giochino in legno dove una specie di bambolina voo-doo rotola incessantemente su di una palanca e ci sono tutte le bizzarrie accatastate nei meandri di questi "Paradise Gardens" che non distavano molto dall'aspetto della bottega di un rigazziere. Peter, il nostro instancabile demolitore di video, afferma: "Penso che quando la gente fu in grado di vedere questo video fu preda di devastanti deliri di massa".

So. Central rain (1984)
Regista: Howard Libov

Insiste sulla solita idiosincrasia che i nostri hanno nell'approccio ai video. Ancora una volta non vollero essere i protagonisti per non distrarre troppo da quello che per loro era davvero importante: la canzone. Ecco quindi che Peter, Mike e Bill sono nascosti da dei teli con dei fari sul retro in modo da proiettarne l'ombra ingigantita. Michael è l'unico visibile ma resta immobile per tutto il video concedendosi solo a degli intensi primi piani nei momenti topici della canzone. L'effetto finale è molto suggestivo e si è rivelato azzeccatissimo per cogliere le atmosfere drammatiche delineate dalla canzone.

Can't get there from here (1985)
Regista: Rick Aguar e Michael Stipe

Jefferson Holt, a quei tempi quinto membro dei R.E.M. per acclamazione, fa di nuovo capolino nel video e partecipa alle scorribande di Michael & co. all'interno di un drive-in e, successivamente, nelle vesti di strane maschere. Tutto quello che rimane è puro caos inzuppato di riferimenti indecifrabili. In compenso risultano decifrabili le parole della canzone visto che vengono usate come sottotitoli. Il perchè di questa scelta, al solito, ce lo comunica Peter con la solita ironia: "Ci stavamo chiedendo cosa avremmo mai potuto mettere nel video per sorprendere gli spettatori e, a parte apparire completamente nudi, pensammo che la cosa più adatta fosse aggiungere i testi!".

Driver 8 (1985)
Regista: James Herbert

Herbert fa la prima delle sue successive e numerose apparizioni come regista nei video dei R.E.M. In questo caso però non vengono ricalcati i fasti e la fama di video che verranno. L'idea originaria fu di Michael che voleva approfittare di questa "train-song" per rievocare un po' malinconicamente il suo passato di bambino alle prese con i modellini ora non più utilizzabili per via delle loro batterie non più in commercio. Al di là di questo il video presenta sequenze d'archivio di vecchi treni sferraglianti su anguste rotaie intramezzati da immagini dei nostri assorti nei loro insondabili pensieri. Risultato? In Inghilterra non ne vollero sapere di programmare questa pellicola e fecero uscire un altro singolo [Wendell Gee, ndr] seppur sprovvisto di video.

Life and how to live it / Feeling gravitys pull (1985)
Regista: James Herbert & Jackie Slaylon

Questo è il primo esempio di sequenze prodotte con stile cinematografico e documentaristico con l'obiettivo di realizzare dei "corti" da inserire nelle loro videocassette. In seguito l'esperimento verrà ripetuto ma con maggior gusto e sotto le cure della produzione C-100, agenzia cinematografica fondata da Michael insieme al regista, produttore e suo grande amico Jim McKay.

Fall on me (1986)
Regista: Michael Stipe

Per nulla turbato dal mezzo flop "Driver 8" e dalle continue pressioni dei discografici affinchè fossero realizzati dei video "dove la band compare ed è protagonista", Michael decise di radicalizzare ancora di più il suo approccio anti-modaiolo e quindi realizzò un video in cui nessuno dei membri della band era visibile, in cui erano riprese delle locazioni monotone ed inespressive (quali addirittura una cava di pietra!) e con persino delle scene montate sotto-sopra. Peter non poteva che essere felice, finalmente il potere tornava alla canzone: "Quel video fu un grande vaffanculo nei confronti di MTV!". A quanto pare fu soddisfatta anche MTV visto che lo proiettò a lungo!

The one I love (1987)
Regista: Robert Longo

Con questo video si cambiò rotta. Per la prima volta i R.E.M. permisero che un'agenzia specializzata nel settore curasse un loro video. Micheal ammise candidamente che le idee precedenti non avevano avuto successo ma qualche paletto doveva essere comunque rimasto visto che nel video appare solo lui con Caroline, la ex-fidanzata e destinataria delle liriche al vetriolo di cui sopra. In ogni caso il video riesce a tramsettere perfettamente il messaggio e non manca neppure di una considerevole vena artistica.

It's the end of the world as we know it (and I feel fine) (1987)
Regista: James Herbert

Un video molto simile a quello dell'esordio con "Radio Free Europe". L'idea originaria era quella di riprendere questo ragazzo con lo skateboard [Noah Ray, ndr] mentre lanciava in aria tutte le cose di cui parlava Michael nel testo della canzone. La cosa si rivelò subito inattuabile proprio per colpa della velocità con cui Michael vomitava i versi torrenziali di questo pezzo. Alla fine si decise di mettere il ragazzo dentro una casa abbandonata e piena di cianfrusaglie con l'unica regola di riprenderlo mentre rovistava e gettava via tutto quello in cui si imbatteva durante le sue esibizioni di skateboarding.

Finest worksong (1987)
Regista: Michael Stipe

Michael si mette di nuovo alla prova alla regia di un video a tinte fosche. Certamente l'idea era quello di catturare le atmosfere tese e drammatiche sia di "Document" che di questa canzone che, al solito, come opening-track ne era la summa per eccellenza sia nella forma che nei contenuti. Nella pratica il video riprende un po' le illustrazioni di stampo sovietico all'interno della confezione dell'album con uomini che lavorano nelle acciaierie e che, sudati, stanchi e seminudi pare stiano forgiando un globo terrestre. Per Mike si tratta di un video dalle tendenze decisamente omosessuali, per Michael è un video solo sessuale la cui lavorazione lo divertì molto!

Talk about the passion (1988)
Regista: Jem Cohen

Un video davvero bello ed intenso, molto comunicativo. La canzone proviene direttamente dal dirompente "Murmur" e fu utilizzata dalla I.R.S. per promuovere la raccolta "Eponymous" in cui comparivano i maggiori successi dei R.E.M. per l'etichetta che aveva appena perso il controllo dei ragazzi e che quindi stava cercando di incassare gli ultimi "spiccioli" prima che gli affari li gestisse la Warner. Il video fornisce una delle differenti interpretazioni che si possono dare al testo marcatamente sibillino e si snoda tra immagini di barboni che si trascinano nella periferia di New York ed inquietanti primi piani di navi da guerra. Il tutto in un bianco e nero struggente e con un Michael che tiene il conto di quanto costi una di quelle navi, vale a dire: 910 milioni di dollari (di allora...)

Orange crush (1988)
Regista: Matt Mahurin

Questo è il primo video per l'era Warner Bros ed ha la rara caratteristica di essere in linea col messaggio della canzone, anzi, con un solo video i R.E.M. illustrano le tematiche di due canzoni! Infatti, oltre a descrivere le atmosfere di "Orange Crush", trae il suo contesto anche da un loro vecchio cavallo di battaglia adolescenziale ed antimilitarista chiamato "Body Count". In effetti quello che davvero si vede sullo schermo pare più vicino al testo di quest'ultima canzone, con immagini di un ragazzo a torso nudo che si prepara per andare in guerra.

Stand (1988)
Regista: Katherine Dieckmann

Per questo video c'era una sola idea iniziale: bisognava trasmettere l'allegria della canzone cercando di inserirvi un balletto appositamente inventato da Michael. Lui stesso ricorda: "Avevo inventato quella danza ed ero certo che tutti l'avrebbero ballata!". Peter al tempo, preso dalla solita depressione post-video, disse che era solo spazzatura ma i fatti gli diedero torto visto che in seguito, esattamente come Michael aveva preannunciato, uscirono delle videocassette che insegnavano i passi della coreografia di "Stand". Dieckmann, la regista, ha questo taglio un po' scanzonato e difatti in seguito sarebbe stata ricontattata per girare "Shiny happy people". L'idea era già delineata per cui lei ci aggiunse l'ambientazione, che pensò di mutuare direttamente da un certo stile anni '60 di realizzare i video musicali.

Turn you inside-out (1989)
Regista: James Herbert

Il video di una canzone basata sulla tematica del carisma di chiunque sia famoso e di come esso debba venire utilizzato non poteva che presentare la band in una esibizione live. In questo caso le immagini sono tratte da un concerto al 40 Watt Club di Athens ed in fondo la cosa più interessante non è tanto l'efficacia o meno del messaggio trasmesso quanto la vera e propria tecnica realizzativa. Un primo tentativo di dare un impatto "a diapositiva" che verrà ripreso, con differenti varianti, in canzoni come "Radio song", "Man on the Moon", "Bang and blame" ed altre ancora...

Get up (1989)
Regista: Eric Darnell

Anche qui siamo agli albori di sperimentazioni future. La tecnica utilizzata è quella di un montaggio "a collage" in cui si alternano elementi visuali eterogenei. Una forma d'arte prossima al simbolismo e con messaggi di stampo subliminalmente ecologista. Del resto anche lo stesso Darnell, provenendo da una tradizione documentaristica, ha una sensibilità spiccata per queste tematiche.

Pop song 89 (1989)
Regista: Michael Stipe

Questo video arrivò dove non riuscirono ad arrivare le provocazioni (sessuali od omossessuali) di "Finest worksong": fu scandalo. MTV impose una rigida censura al nuovo balletto ideato dal sempre più coreografico Michael e che prevedeva tre coriste in topless... un po' troppo per l'ancora decisamente conformista 1989! Con la sua solita ironia e semplicità Michael direbbe che a suo avviso non c'era nessun problema e che la coreografia prevedeva semplicemente quattro persone a torso nudo e con pantaloni da arlecchino... peccato che tre di queste erano donne! Con altrettanta ironia si decise di rigirare il video in modo che anche Michael potesse autocensurarsi i capezzoli come era stato fatto per le sue amiche coriste!

Losing my religion (1991)
Regista: Tarsem Singh

Una canzone classica non poteva che accompagnarsi ad un video classico. La sceneggiatura fu studiata dal tandem Stipe-Singh e cercò di far convergere le loro idee in una unica composizione. Michael voleva queste riprese nevrotiche con lui che si muoveva istintivamente sul palco e da girarsi rigorosamente in presa diretta senza montaggi posticci. Tarsem voleva girare una specie di cortometraggio ispirato ai film indiani visto che per lui la cosa più bella della canzone era questa sua dimensione in bilico tra il mistico e lo spirituale. Il mix riuscì e si aggiunse anche dell'altro: sprazzi di cinefilia alla Jarman, fotografia degna del miglior Caravaggio ed ancora gli immancabili riferimenti al ricostruzionismo sovietico. Un cult.

Shiny happy people (1991)
Regista: Katherine Dieckmann

L'allegra e spensierata "Shiny happy people" vede il ritorno alla regia della Dieckmann. Il video ricalca in parte il precedente lavoro fatto con "Stand": coreografie gioviali, disegni multicolore ed atmosfere buoniste.

Radio song (1991)
Regista: Peter Care

Esordio di Peter Care alla regia di un video dei nostri. Seguiranno molto altre collaborazioni per un regista che, insieme a Herbert e Cohen, va a costituire il triumvirato che firmerà la maggioranza dei video dei nostri. Questo video è una mega-produzione come mai era accaduto in precedenza ed in effetti si manifesta come il temutissimo video in cui non ci sono idee particolarmente originali e "dove la band compare ed è protagonista". Intendiamoci, non è inferiore a nessuno dei classici video commerciali a cui siamo abituati... ma i R.E.M. fino ad ora, nel bene o nel male, ci avevano sempre stupito con ben altro materiale! Lo stesso rapper KRS-1 ammette: "Ricevetti delle critiche per aver partecipato ad un progetto esterno alla comunità hip-hop ma continuo a pensare che il mio rap su quella canzone sia stato coerente ed efficace. D'altro canto ho potuto assaggiare un po' di quel mondo da milioni di dollari: la gente ti chiama 'signore' e ti gira sempre intorno per non farti mancare mai nulla".

Near wild heaven (1991)
Regista: Jeff Preiss

Video dal taglio molto informale. I nostri vengono ritratti mentre bivaccano allegri in un bar di periferia. A tratti sembra più la pubblicità di una birra che un video musicale ma in fondo il montaggio serrato e la fotografia decente ne fanno un lavoro degno di nota.

Low (1991)
Regista: James Herbert

Secondo me questa è la miglior prova alla regia di Herbert e probabilmente anche il video più originale, intenso e poetico che i R.E.M. abbiano mai girato. L'idea parte da una frase della canzone che dice "moving in a still frame" per cui si decise di dare vita ad alcuni quadri custoditi nel Museo dell'Università della Georgia, ad Athens. Furono scelti dei quadri che potevano esprimere al meglio le suggestioni della canzone e la cosa riuscì in pieno con "La confidence" di Elizabeth Jane Gardner, con "Italian scene" di John Frederik Kensett e con "Echo lake" di Thomas Doughty. Girare questo video fu molto complesso e richiese più di 100 ore di riprese. Un capolavoro.

Belong / Country feedback (1991)
Regista: Jem Cohen

Dopo circa sei anni si riprende l'esperimento di produrre dei mini-film da allegare alle videocassette. Questa volta il tutto è prodotto dalla neonata C-100 al cui vertice siedono Michael ed il suo grande amico, regista e produttore Jim McKay. La regia fu affidata al collaudato Cohen e, se in "Belong" tutto è apparentemente chiaro con riferimenti decisi al testo della canzone, in "Country feedback" il mistero la fa da padrone. Si possono osservare fuochi d'artificio in una ipotetica festa di carnevale che si mescolano alle scintille di macchinari da acciaieria. Il montaggio è serrato, il significato rimane oscuro almeno quanto i versi della canzone!

Half a world away (1991)
Regista: Jim McKay

Il battesimo della C-100 non poteva privarsi della firma prestigiosa del suo co-fondatore. McKay realizza un video in Super 8 tanto arioso nelle immagini quanto oppressivo e malinconico nei contenuti. Di sicuro viene colto al 100% lo spirito della canzone ed il bianco e nero struggente ha un ruolo determinante nell'amplificare la drammaticità dei versi. Il protagonista del filmato è Tom Gilroy, un altro vecchio amico di Michael nonchè affermato attore e regista newyorkese.

Drive (1992)
Regista: Peter Care

Ormai l'abbiamo capito, Peter Care è l'uomo delle mega-produzioni. In questo caso si realizzò un'idea alquanto bizzarra: Michael doveva essere sballottato in aria da circa 300 suoi fans e nello stesso tempo spruzzato con potenti getti d'acqua. La stessa sorte sarebbe toccata ai rimanenti tre del gruppo, senza sballottamento però! Il tutto è girato in bianco e nero come l'umore stesso del nuovo album di cui questa canzone è prima testimone.

Man on the Moon (1992)
Regista: Peter Care

Bellissimo video dove il subliminale tributo ad Andy Kaufman si manifesta in piccole sequenze delle apparizioni dell'attore al Saturday Night Live dove, tra l'altro, impersonò un comicissimo Elvis Presley le cui movenze sono anche descritte tra i versi della canzone. Le restanti immagini vedono la band protagonista di scenette di gusto country esaltate ancora una volta dal bianco e nero e dall'uso di alcune riprese in stile diapositiva. Insieme a "Nightswimming" viene centrato in pieno il messaggio: nostalgia di un tempo che fu.

Everybody hurts (1992)
Regista: Jake Scott

Jake Scott è il figlio di Ridley Scott, regista immenso. Per fortuna anche suo figlio ha ereditato parte della sua arte riuscendo a girare uno dei video più famosi ed apprezzati dei R.E.M. per una canzone che è non di meno famosa ed apprezzata! Il video è ambientato sulla statale "Interstate 10" nei pressi di San Antonio, in Texas, e vede i nostri coinvolti in un gigantesco ingorgo stradale dove non c'è altro da fare che rassegnarsi alle code e magari approfittarne per sbirciare gli sprazzi di umanità che emergono da ciascun veicolo. Il tutto è enfatizzato da sottotitoli di commento che a volte riprendono il testo della canzone. Il video, per quanto struggente ed originale, presenta una citazione (più o meno voluta?) al film "8 ½" di Fellini in cui c'è un'analoga sequenza basata su di un ingorgo stradale. Citiamo Fellini perchè, se qui potrebbe anche essere un caso, nel video di "Bittersweet Me" ci saranno dei riferimenti più tangibili che ci fanno pensare che il grande cineasta italiano non è sconosciuto ai nostri. Altri dettagli ce li fornisce la band. Peter: "Abbiamo davvero fermato il traffico per tre giorni!" e Michael aggiunge: "Tutti quelli che erano immobilizzati nelle macchine ad un certo punto volevano chiamare la canzone 'Tutti devono andare in bagno' perchè proprio non ce la facevano più!". Un'altra leggenda che ruota intorno alla solita allergia di Peter per i video: come potete vedere, al solito, non è che sia stato un grande attore... pare che si sia limitato a state tutto il tempo chiuso in macchina a leggere pagine e pagine delle "Memorie dell'amministrazine Ford" di John Updike!

The sidewinder sleeps tonite (1992)
Regista: Jem Cohen

Un video un po' in tono minore che, contrariamente a quanto fatto fino ad ora per un certo tipo di canzoni dal sound allegro, non tenta di riprenderne l'atmosfera gioviale e spensierata. Tutte le sequenze sono piuttosto in penombra, i nostri sono ripresi da strane angolazioni, spesso sono distanti o semi-coperti dalle ombre della scenografia che gli vengono proiettate sopra. Solo Michael si concede a dei primi piani subliminalmente brevi e, sempre in un modo molto furtivo, fa la comparsa il "serpente assopito" di cui narra la canzone. In realtà la canzone parla di un filo del telefono che è silenzioso, segno che nessuno sta chiamando, ma come disse Peter: "Fu preso troppo alla lettera il significato di quella parola e fu portato in scena un vero serpente. Mi ricordo che al tempo creò un po' di scompiglio!".

Find the river (1993)
Regista: Jodi Wille

Jodi Wille, come il precedente Eric Darnell, è un'altra documentarista. Questo video (che se non erro è stato prodotto esclusivamente per essere introdotto nelle videocassette) è stato girato all'interno della casa bruciata di un suo amico. La Wille scrisse su un muro una frase tratta da un libro di Henry Miller: "I have no money, no resources, no hope, I am the luckiest man alive" che sta a significare "Non ho soldi, non ho alcun bene, non ho aspettative, sono l'uomo più fortunato al mondo". La frase serve ad introdurre le immagini di un artista locale chiamato Henry Hill, che pare essere colui che pronuncia quelle parole, ridotto allo stato di un barbone che vagabonda in giro attraverso le rovine della casa leggendo alcune lettere stropicciate. Tutto è incentrato su questa tematica del viaggio e della volontà di lasciarsi alle spalle il passato per trovare la propria strada. Le immagini si alternano con quelle della band intenta a registrare un demo di questa canzone a casa di Peter.

Nightswimming (1993)
Regista: Jem Cohen

Un altro video molto struggente che però non potrà mai riuscire a competere con le emozioni che trasmette la canzone, forse la più intensa e poetica canzone dei nostri. Ad ogni modo si cerca di riprendere le immagini presenti nel testo con tutta una serie di ragazzi che, in piena notte, si spogliano e si gettano in un fiume o in piscina. In realtà il video che viene solitamente trasmesso è la parte centrale di questo mini-film. Nella versione originale c'è una lunga introduzione che fa vedere i preparativi dei ragazzi e poi nel bel mezzo della canzone c'è uno stacco in cui i due protagonisti si inseguono nel silenzio subacqueo di un fiume denso come la pece illuminato solo da qualche lontano lampione. I corpi sono nudi, le movenze dolci e sensuali: Cohen dà una bella prova di se.

What's the frequency, Kenneth? (1994)
Regista: Peter Care

Monster è tutto un fuco d'artificio e questa opening track lo doveva chiarire dal principio per cui fu praticamente scontato servirsi del pirotecnico Care. Il video è massiccio e graffiante almeno quanto l'orso che fa da testimonal all'album: Michael ha un look macho con un paio di scarponi trasandati, dei jeans, una maglietta stellata e la testa rasata. Mike fa sfoggio delle sue nudie-suits alla Elvis e di un nuovo taglio di capelli ossigenato. Tra l'altro queste due "nuove teste" ci vengono ironicamente nascoste nelle prime sequenze del video da delle strambe riprese che tagliavano i nostri all'altezza del collo, quasi come se alle riprese ci fosse il classico turista imbranato.

Bang and blame (1994)
Regista: Randy Skinner

Un'altra occasione per sperimentare questo tema ricorrente delle riprese in bianco e nero con uno stile a diapositiva. In questo caso l'idea è davvero originale con i nostri che recitano ciascuno dentro la sua vignetta-diapositiva e passando anche da una all'altra rubandosi un po' gli spazi a vicenda. E' meno chiaro perchè il video cominci con le riprese di una casa e finisca con un filmato stile camera-car dove si percorrono a gran velocità delle campagne anonime e rese ancor più monotone dal bianco e nero. Chi un po' pretenziosamente ha chiesto lumi a Peter si è sentito rispondere: "Ci sono giusto quattro fessi che fanno finta di suonare degli strumenti". Laconico.

Crush with eyeliner (1994)
Regista: Spike Jonze

Il video presenta una baby band di giapponesi che giocano al karaoke doppiando a modo loro le movenze tipiche delle rock stars. I nostri ragazzi si possono scorgere di tanto in tanto mentre si aggirano intorno al palco e paiono divertiti dalla messa in scena. Che dire? Molto meglio la collaborazione Stipe-Jonze per il film "Being John Malkovich".

Strange currencies (1994)
Regista: Mark Romanek

Il video è quasi un noir. I nostri vanno in giro su di una macchina alla ricerca di una ragazza la cui foto è posta sul parabrezza. Le scene sono tese e, con numerosi primi piani, si gioca molto a catturare la tensione e l'emozione che sprigiona il volto di Michael. Peter racconta questa volontà di essere drammatici e profondi a modo suo, cioè con ironia: "Non si tratta certo di un video in cui si va in giro a divertirsi con una macchina piena di ragazzine".

Star 69 (1995)
Regista: Jonathan Dayton & Valerie Faris

Curioso esperimento. Il video è un banalissimo montaggio di scene riprese da un'esibizione live dei nostri durante il Monster Tour. In particolare si tratta del concerto a Singapore. La cosa buffa è che le riprese in molti casi sono state fatte in modo del tutto amatoriale dalle mogli di Peter e Mike che erano dietro il palco. In particolare Stephanie, la neo moglie di Peter (sposata appena un mese prima a Perth, in Australia), concentrò molte delle sue attenzioni sui famosi dinosauri che Peter adora collezionare e lasciare sul suo amplificatore come dei portafortuna. Le due donne sono citate anche nei credits!

Tongue (1995)
Regista: Declan Quinn

Questo fu il primo video girato dopo il doppio aneurisma di Bill. E' ancora un video che vede la band esibirsi dal vivo ed a farla da padrona è un'enorme palla di specchi, di quelle che si vedono spesso nelle discoteche. Per i più curiosi diremo che in questo caso si tratta della tappa newyorkese del Monster Tour. Un'altra curiosità è data dal fatto che Bill si ritrova ad eseguire il video della canzone che dovette interrompere a Losanna l'1 Marzo del 1995. Lui stesso ammise che la cosa lo innervosì un po' ma trovò anche il tempo di sdrammatizzare dicendo: "E' molto improbabile che avrò un nuovo aneurisma!".

E-bow the letter (1996)
Regista: Jem Cohen

Girato interamente a Praga questo video nacque sin dall'inizio come un necessario ed accattivante biglietto da visita per una canzone che, data la sua lunghezza e lentezza, avrebbe sicuramente trovato poco spazio sulle radio. Tutti erano convinti che, realizzando un buon video, almeno in TV sarebbe passata più spesso e difatti Mike aggiunge: "L'idea alla base del video è quella di... vendere più dischi!". Onesto ogni oltre demerito visto che comunque il video è interessantissimo e fa uso di una particolare tecnica fotografica che si avvale di un filtro verde per scomporre la luce solare in tantissimi punti fluorescenti che poi, a loro volta, vengono uniformati dal bianco e nero in modo da produrre un effetto finale simile allo stile impressionista. Praga si è rivelata sicuramente come la città più adatta ad esternare il mistero e la decadenza che traspaiono dai versi della canzone stessa.

Bittersweet me (1996)
Regista: Dominic DeJoseph

Il video vanta una produzione hollywoodiana, fu girato in uno degli stabilimenti usati dallo stesso Charlie Chaplin. In realtà però tutta l'idea è molto legata alla tradizione cinematografica italiana. Si è voluto girare un video nel video o, per meglio dire, un cortometraggio nel video in quanto alle solite movenze dei nostri si alternano le immagini di un film virtuale intitolato appunto "Stanco e nudo" e girato con lo stile tipico della cinematografia italiana degli anni '60. Si cita Fellini con un manifesto appeso alla parete di una stanza dove, tra gli altri, recita anche Valeria Golino.

Electrolite (1996)
Regista: Peter Care & Spike Jonze

Girato a quattro mani da due ottimi registi il video segna un ritorno all'audace bizzarria filmica degli esordi. Ne succedono di tutti i colori ed i colori stessi sono fantastici: Michael è vestito in una delle sue tenute più improbabili ed egocentriche, è truccato vistosamente e gioca con dei pupazzi gonfiabili a forma di renna. Questo, logicamente, si può intuire solo nelle riprese non rovesciate! In altre scene possiamo vedere un Bill che cresce a dismisura ed ancora un Michael che appare e scompare nelle posizioni più strane. Altrove è possibile vedere i nostri impegnati in gare di dune-buggy nel deserto californiano ed in altre circostanze assistiamo a tutta una serie di persone che vanno in giro trascinandosi una palla da carcerato, la famosa "ball and chain" che si cita anche in "Stumble". L'unica certezza è data dalla locazione delle scene al chiuso: si tratta della sala d'attesa dell'hotel "L.A. Ambassador" dove fu assassinato Bob Kennedy nel 1968.

How the west was won and where it got us (1997)
Regista: Lance Bang

Che stiamo parlando del West ce lo ricorda solo il cappello da cowboy che indossa Michael. Per il resto il video si inalbera in tutta una serie di immagini simboliche che forse vogliono riprendere i concetti direttamente ed indirettamente espressi dalla canzone. La storia della conquista dell'America secondo Stipe la conosciamo già da altre canzoni quali, ad esempio, "Cuyahoga" e qui forse l'immagine più simbolica in tal senso è quella del "riscrivere le pagine" portando nuova linfa e nuovi colori al mega cartellone pubblicitario che fa bella mostra dietro il palco. Lance Bang è un concittadino dei R.E.M. ed ha collaborato alla realizzazione di "Being John Malkovich".

Daysleeper (1998)
Regista: Snorri Brothers

Qui le tecniche fotografiche raggiungono l'apoteosi. L'intero video è stato realizzato con migliaia di scatti montati in sequenza per andare a formare un filmato quasi realistico. Le immagini ricalcano in un modo un po' simbolico i versi della canzone: c'è Michael che lavora di notte per poter stipulare affari con aziende orientali, Mike e Peter sono a letto e si sveglieranno solo al mattino. In quel momento Michael cercherà di dormire ma non gli sarà possibile mentre per il resto si assiste ed immagini di esterni raffiguranti posti dell'estremo oriente.

Lotus (1998)
Regista: Stephane Sednaoui

Video alquanto tecnologico sia per gli arredi alla Francis Bacon sia per i colori un po' freddini delle scenografie. In compenso Michael è padrone della scena coi suoi colori sgargianti, con le sue pose egocentriche ed in certi casi pure con la sua aura (o qualcosa del genere che lo circonda risplendendo!). Del resto pare che nel copione ci fosse scritto: "Michael dovrà fornire una recitazione pazza e strabiliante... lui è figo, lui è super, lui è tutto... è circondato da un'energia carismatica, è sensuale, è gentile, è dolce, è seducente". Più chiaro di così!

At my most beautiful (1998)
Regista: Nigel Dick

Il video racconta di una ragazza che ha fissato un'audizione per suonare un pezzo di violoncello su una canzone dei nostri. Lei, impersonata da Rain Phoenix (la sorella dell'attore River Phoenix prematuramente scomparso), ce la mette tutta per non fare tardi ma incontra sul suo percorso tutta una serie di imprevisti. Alla fine arriva appena in tempo per suonare il suo pezzo davanti ai nostri che, dal canto loro, sono rilassatissimi dietro una scrivania ed alla fine annuiscono entusiasti. Bella l'idea di far coincidere il pezzo di violoncello con quello effettivamente presente nella canzone!

Suspicion (1998)
Regista: -

Le scene sono state registrate durante un'esibizione per la TV agli Ealing Studios. Per il video si fece una sintesi dei momenti migliori e pare che tutti i sei pezzi di quelle registrazioni siano stati mandati per intero solo ad un programma della TV scandinava chiamato "Up Take". Il tutto pare sia stato prodotto con una certa leggerezza come del resto anche il singolo stesso.

The great beyond (1999)
Regista: Liz Friedlander

L'idea fu quella di realizzare una sorta di promo per il film "Man on the Moon" di imminente uscita nelle sale e di cui i nostri avevano firmato la colonna sonora. Ecco quindi che alle sequenze dei nostri intrappolati dentro una TV e stressati da pause pubblicitarie ed altre amenità si alternano sequenze tratte dal film stesso ed in certi casi anche rigirate a misura di video con la presenza sul set dello stesso Jim Carrey.

Imitation of life (2001)
Regista: Garth Jennings

Se in "Daysleeper" si optò per un video di istantanee montate in sequenza, qui si decise di sostituire le istantanee con un'unica sequenza di 20 secondi ripresa in contemporanea da più angolazioni. Affinchè si potesse ricostruire tutto un copione da quei soli 20 secondi si riempì il set di personaggi (circa 76) ciascuno dei quali doveva sviluppare una sua "storia nella storia". Il risultato finale è strabilante anche alla luce del fatto che, istante per istante, tutti stanno cantando una diversa parte della canzone per essere in sincrono con essa quando vengono ripresi in primo piano!

All the way to Reno (you're gonna be a star) (2001)
Regista: Michael Moore

Il video è stato girato all'interno e nei pressi della scuola superiore Bishop Ford di New York. I veri protagonisti sono gli studenti mentre Michael, Mike e Peter si divertono a gettare il panico tra preside e professori interrompendo le lezioni, inscenando comizi e distraendo i ragazzi con un concerto estemporaneo nei giardini della scuola stessa. In realtà il video è tutt'altro che diseducativo: ironizza sul concetto che emerge dal testo della canzone per cui i ragazzi vengono ripresi a scuola, l'unico posto dove avranno l'opportunità di diventare veramente qualcuno... altro che facili sogni di fama e ricchezza! Le riprese stesse hanno un qualcosa di beneaugurante quando, con dei primi piani sui ragazzi, si ha quasi l'impressione di vedere nei loro sguardi la futura rock star ed il futuro presidente degli Stati Uniti!

I'll take the rain (2002)
Regista: David Weir

Si tratta di un cartone animato e pare che l'idea sia saltata in mente a Michael quando gli capitò di vedere questo cane su uno skateboard artigianale disegnato dall'artista Yoshitomo Nara. Si decise poi di ambientare le scene nel deserto per creare un contrasto ed una attesa in funzione del titolo della canzone. In realtà pare che il video non abbia una sua sceneggiatura vera e propria. Le scene furono ideate mano a mano che qualcuno suggeriva qualcosa ed a Michael piacque l'idea di fare una operazione di questo tipo così il video poteva aprirsi a milioni di interpretazioni. Del resto lui stesso dice che questa canzone può essere letta in modo diverso da ciascun ascoltatore. Un'ultima curiosità per quegli sfondi composti da immagini reali: sembra che le riprese siano state dettate più dalla fretta che altro... non c'era tempo di disegnare tutti gli sfondi così si decise di realizzarli con vera e proria sabbia e... con tanto di castelli! Il perchè della mano? Non chiedetelo a me! ;-)

Bad day (2003)
Regista: Tim Hope

La novità di questo filmato consiste nel fatto che, dopo un primo tentativo con i 20 secondi di "Imitation of life", la band appare sugli schermi cantando in play-back il testo della canzone. Tutto ciò, ovviamente, è stato voluto e fa parte del copione su cui poggia l'idea stessa del video: ovvero presentarsi al pubblico nelle vesti di improbabili giornalisti di una altrettanto improbabile stazione televisiva nazionale, tutti intenti a fornire informazioni su alcune fantomatiche catastrofi ambientali. Il video chiaramente ironizza su ben altre catastrofi (politiche) tanto che già in tempi meno sospetti i nostri se ne uscirono con la frase "dovremmo parlare del tempo o del governo?". In questo caso a parlare del tempo ci pensa Mike mentre Michael si cala nei panni dell'anchorman e Peter si improvvisa mega-esperto-tuttologo-opinionista. In realtà la redazione del giornale è composta da più personaggi che si alternano sulla scena, tutti interpretati dai nostri con un make-up neanche troppo studiato che spazia tra pettinature tristi e squadrate, impermeabili alla Sherlock Holmes ed impeccabili doppiopetti. Comicissimo!

Animal (2003)
Regista: Motion Theory

Atmosfere apocalittiche per questo inedito, secondo estratto dalla compilation "In Time" contenente il meglio della produzione degli ultimi quindici anni. La regia hi-tech è stata affidata alla Motion Theory, gruppo di esperti degli effetti speciali e della ripresa digitale. Il video vuole offrire di nuovo un Michael in forma sgargiante e padrone della scena (Mike e Peter, per questo giro, hanno passato la mano) come non lo si vedeva dai tempi di Lotus. Qualche idea -c'è da dirlo- sembra scopiazzata proprio da quell'altro video (Michael a torso nudo, Michael che interagisce con non meglio precisate "luccicanze", Michael seduto sulla sedia...) per cui i veri sprazzi di originalità consistono in un montaggio serratissimo, in riprese fluide ed avvolgenti (tipiche della steady-cam) ed in una ambientazione carica di pathos e che fa presagire l'imminenza di un qualche evento strabiliante (arrivano gli alieni? arriva la fine del mondo?). Bellissime le scene in cima al grattacielo con alle spalle un'eclissi di Sole anche se alla fine si ha la sensazione che questo video -come la canzone che gli è abbinata- non lascerà segni troppo evidenti nella memoria collettiva degli amanti dei R.E.M.

Leaving New York (2004)
Regista: Peter Care

Il primo singolo di "Around The Sun" è affidato alla regia sapiente ed ormai collaudata di Peter Care. Non che ci siano idee particolarmente brillanti da sviluppare, anzi, il cortometraggio si limita ad enfatizzare con mestiere un languido Michael che si aggira per una New York crepuscolare. Altre sequenze mostrano anche sprazzi di Mike e Peter, quest'ultimo sempre tediato all'inverosimile.

Aftermath (2005)
Regista: Peter Care

Il regista più amato dai R.E.M. cura anche il secondo estratto da "Around The Sun". Sembra che la difficoltà principale nel girare questo video (che certo non appare poi così complicato...) sia stata quella di non poter contare sulla presenza fisica dei musicisti, dato che erano impegnati nel loro tour mondiale. La logica (più che la fantasia) ha quindi imposto di utilizzare la ormai popolare tecnica dello "schermo verde" (o blu, in altri casi) sul quale viene proiettato uno sfondo animato davanti al quale recitano gli attori in carne ed ossa. In pratica sono state predisposte delle sequenze tratte da varie città del mondo (Londra in particolare) con l'aiuto di 26 registi freelance che hanno raccolto le immagini con delle piccole telecamere digitali. Per le scene che andavano montate in corrispondenza delle strofe della canzone si è scelto di selezionare dei filmati con riprese su piano orizzontale (per enfatizzare l'aspetto esplorativo nel girovagare per una nuova città) mentre sono state utilizzate delle riprese su piano verticale in corrispondenza dei ritornelli (per enfatizzare il tema dell'ascensione). Il tutto è stato farcito con effetti digitali davvero (o apparentemente) da quattro soldi che avevano lo scopo di simulare delle interferenze e dei disturbi (probabilmente prendendo spunto dal primo verso della canzone). Per ammissione dello stesso Care, il video doveva trasmettere un'atmosfera disimpegnata, naturale e rilassata per cui si è scelto di non curare troppo i dettagli e di lasciare un montaggio dal taglio decisamente amatoriale. Anche in questo caso la sensazione che se ne trae è che questo video verrà dimenticato molto presto un po' da tutti...

Donato